martedì 31 gennaio 2017

Studente al centro: ingenuità o audacia?

Gent.mi,
in questi giorni ho avuto modo di visitare molte nostre scuole e di confrontarmi con tanti di voi del mondo scuola, ma anche con persone colte e non addentro ai temi della libertà di scelta educativa, del pluralismo formativo, della scuola pubblica statale e paritaria... Mi pare che si possa convenire che c'è un gap culturale rilevante che possiamo e dobbiamo cercare di colmare con una azione informativa costante e soda, senza alcun cedimento (clicca qui per leggere).
Il diritto all'istruzione si è trasformato in un malinteso diritto all'impiego pubblico senza alcuna attenzione al fabbisogno educativo. Qui non c'è spazio per la sterile polemica o per la contrapposizione. Eppure in tavoli prestigiosi, relatori di grido dichiaravano: "lo Stato deve pensare anzitutto alla scuola pubblica e cioè a quella gestita dallo Stato; poi, se avanza, pensiamo alle paritarie"... "Ma lei suora è un'ingenua (stona molto più di certi titoli di giornale che servono solo per attirare il lettore): non può pensare che la famiglia possa scegliere dove educare il figlio". Pazzesco? Non solo, qui si insinua il nostro silenzio, che dovrebbe riaccendere con costanza i riflettori sullo studente con precisione certosina (clicca qui per leggere).
Queste esperienze, insieme alle vostre preziose domande e sollecitazioni, hanno prodotto l'intervista a tre puntate rilasciata ad un giornale serio; lungo questi anni, tutta la stampa, è doveroso ammetterlo, mai ci ha negato lo spazio, forse perchè le buone idee si levano alte oltre l'ideologia o forse perché ha riconosciuto rigore di studio e ricerca del bene dello studente oltre ogni bieco personalismo.
 - 27.01.2017: da Formiche, di Pietro Di Michele: "Vi spiego cosa non funziona nella scuola italiana. Parla Suor Anna Monia Alfieri". Suor Anna, perché ha ingaggiato ormai da anni questa battaglia culturale? Per difendere gli studenti: il mio obiettivo è che sia reso effettivo il diritto alla libertà di educazione riconosciuto ai genitori, che oggi in Italia viene ripetutamente calpestato (clicca qui per leggere).
 - 28.01.2017: da Formiche, di Pietro Di Michele, "Cosa dovrebbe fare il Parlamento per la scuola italiana. Parla Suor Anna Monia Alfieri. E in Europa cosa succede?" Viene garantita, e nel caso come, la libertà di scelta educativa per le famiglie? Dal punto di vista giuridico siamo stati molto più rapidi, peccato, però, che a tale riconoscimento non sia ancora seguita una degna attuazione (clicca qui per leggere).
 - 29.01.2017: da Formiche, di Pietro Di Michele, "Perché il costo standard è l'unica soluzione per il futuro della scuola italiana". Quali sono i mali del sistema scolastico italiano a suo avviso? Vedo la fatica ad abbandonare le scelte di comodo che hanno ridotto il nostro sistema scolastico a classista, regionalista e discriminatorio. Classista nella misura in cui non permette anche al povero di esercitare la libertà di scelta educativa in un pluralismo formativo. Regionalista nel senso che, rispetto ad una regione come le Lombardia, che è ben oltre i parametri europei OCSE, abbiamo ad esempio la Campania e la Calabria molto al di sotto. Infine discriminatorio, innanzitutto nei confronti della classe docente che – a fronte dell'esercizio del diritto alla libertà di insegnamento – si trova, a parità di titolo, a dover percepire uno stipendio inferiore se sceglie di insegnare in una scuola pubblica paritaria rispetto alla scuola pubblica statale. E poi  verso gli studenti portatori di handicap ai quali, se scelgono la scuola pubblica paritaria – che per legge dello Stato Italiano fa parte del sistema scolastico di istruzione – non verrà riconosciuto il docente di sostegno come avverrebbe presso la scuola pubblica statale (clicca qui per leggere).
Andiamo avanti con coraggio con i più cari saluti sr Anna Monia

lunedì 30 gennaio 2017